della mia proverbiale vena polemica (e altro)
Il mio cervello è troppo pieno, e forse sarebbe evaporato in cose futili; occorre disgrazia per scavare le miniere misteriose nascoste nell’umano intelletto; occorre la pressione per far scoppiare la polvere….la prigionia ha riunito in un sol punto tutte le mie facoltà fluttuanti ed, urtandosi esse in un angusto spazio, come nello scontro delle nuvole, provocano l’elettricità, dall’elettricità il lampo, dal lampo la luce.i
L’abate Faria ad Edmundo Dantès - Il Conte di Montecristo, A. Dumas
Abracadabra! Hocus Pocus! Ma da dove cominciare? Beh, il guaio degli inglesi era il loro…il loro: in una parola- dichiarò solennemente Gibreel- il loro CLIMA. Gibreel Farishta, fluttuando sulla sua nube, si convinse che la confusione morale degli inglesi dipendeva dalla meteorologia. “Quando il giorno non è più caldo della notte” ragionò, “ quando la luce non è più luminosa delle tenebre, quando la terra non è più asciutta del mare, è chiaro che un popolo perde la capacità di distinguere e comincia a vedere ogni cosa - dai partiti politici ai partner sessuali e alle fedi religiose - come praticamente uguale, niente da scegliere, più o meno la stessa cosa. Quale follia! La verità è, infatti, estremista: è così e non cosà, è lui e non lei, è una questione su cui prender partito, non uno spot da guardare. E’ insomma CALDA. Città” gridò, e la sua voce risuonò sulla metropoli come un tuono, “ io ti tropicalizzerò!”…
I Versi Satanici, S. Rushdie
….ma allora danzavamo lungo le strade, leggeri come piume, e io arrancavo loro appresso, come ho fatto tutta la vita con la gente che mi interessa, perchè per me l’unica gente possibile sono i pazzi, quelli che sono pazzi di vita, pazzi per parlare, pazzi per essere salvati, vogliosi di ogni cosa allo stesso tempo, quelli che mai sbadigliano o dicono un luogo comune ma bruciano, bruciano, bruciano come favolosi fuochi artificiali color giallo che esplodono come ragni traverso le stelle e nel mezzo si vede la luce azzurra dello scoppio centrale e tutti fanno “oooh”…
On the road, J. Kerouac