..non si aprirebbero delle VORAGINI in mezzo all’asfalto, quindi NON ABBANDONEREI sotto casa il mio motorello,  NON PRENDEREI i fantomatici mezzi pubblici della Capitale, perdendomi però delle scenette spettacolari che, a me, Gigi Proietti & co. mi fanno un baffo!!!

PREMESSA: sono tornata a casa da 5 minuti e mi sono appena accorta che uno psicopatico che abita nel condominio difronte al mio, ha addobbato la terrazza (2mtx2mt) manco fosse la casa di Babbo Natale…tutte ’ste lucine bianche e blu mi danno alla testa, stasera mi verrà una crisi epilettica, ci scommetto….

Detto questo, insomma, son 2 settimane che il diluvio universale s’è abbattuto su questa città, ma negli ultimi giorni la situazione s’è fatta drammatica…

..e quindi, tra un’allerta tracimazione del Tevere, e un Alemanno che ci dice “Nooo..macché esondazioni, solo 1 metro di fango rigurgitato dalle fogne, niente de che”, oggi pomeriggio mi sono incamminata verso casetta, sperando che il fantomatico trenino Pantano - Laziali non m’abbandonasse un’altra volta all’ennesima, chilometrica, camminata verso casa.

E’ un po’ che scrivo solo delle mie peripezie in simili frangenti, vero?!

Comunque. Fortunatamente il capolinea del trenino era aperto, per cui dopo un’attesa di SOLI 35 minuti, ’sto benedetto trenino arriva ed io - insieme ad un altro migliaio di persone - mi ci sono fiondata sopra, prendendo posizione nel punto più strategico per favorire la discesa.

Il trenino parte. Un silenzio di tomba sopra, tutti i passeggeri concentrati a fare mille scongiuri per far sì che non si fermasse in mezzo al traffico di Porta Maggiore, destinando la compagine a sicura morte per soffocamento….perché ovviamente i finestrini son tutti rotti, per cui chi si ferma è perduto!

Insomma..il SILENZIO.

In mezzo a questo silenzio totale, dopo 3 minuti dalla partenza si sente la voce, abbastanza incazzosa, di una ragazza che risponde al telefono con un accento tra il barese e il campano: “Pronto?…Ah tu sei..(pausa)..Ma checcazz’ vuui? Ah ecco. No, emmòavàst’ hai rott’ li colioun’, hai rott’. E mmò eccheccazz’ decidi tutt’ tu??! (pausa)“.

Ora, diciamoci la verità.. in queste situazioni uno può anche far finta di farsi i fatti propri, ma la verità è che ascolta…eccome se ascolta! E siccome c’era silenzio, tutto il tram stava ascoltando ’sta disgraziata che, con la voce sempre più alta, litigava alla cornetta: “Ah se? Ammè nn menefutt’ncazz de te, te si’mpicciato negli affari miei, ennon mi dire cheddevo faremò, ennonmidire d’abbassare lavoce mò, i’ fazz’ checcazz’ me pare, à capit? Mavafancuul..”

La storia va avanti per minimo 10 minuti, ma le facce dei passeggeri (compresa la mia) erano tipo carta da parati: nessuno che sghignazzasse o facesse faccette, nessuno che si girasse verso la tipa per dirle di non disturbare la quiete pubblica, non volava una mosca, finché…. un po’ stremati da ’sta lite, che a un certo punto aveva anche un po’ rotto le palle…è successo questo:

“Fai com’te pare, si vvoi venì, veni, si nun voi venì……CIAO!”

(silenzio…)

Agg’dett, fai com’ te pare, si vvoi venì, veni, si nun voi venì……CIAO!”

(silenzio)

Miiii, fai com’ te pare, si vvoi venì veni, si nun voi venì…….CIAO!”

(silenzio)

“FAI COM’TE PARE, SI VOI VENì, VENI, SI NUN VOI VENì…

(mezzo vagone in coro..)

Sto ancora ridendo! E non c’eravamo messi d’accordo, giuro!!!!! Cose che capitano….ma solo da ’ste parti, e solo quando ci sono io, ma come mai?!?!?!